PHCC

Ultimo giorno ad Hammam al-Alil.
Dal mio arrivo in ospedale sono già cambiati i due chirurghi e un anestesista. Domani, arriverà il mio sostituto, mentre io sarò in viaggio per Erbil. Mi fermerò lì fino a martedì. Il programma prevede debriefing e birra. Martedì Erbil-Istanbul, mercoledì Istanbul-Malpensa.
Tra i vari problemi che stiamo affrontando c’è quello relativo alle dimissioni degli infermieri e dei medici locali, che vogliono tornare a lavorare per i loro ospedali governativi. È un segnale positivo, perché significa che stanno riaprendo centri che erano stati distrutti dalla guerra, anche se siamo in difficoltà. Stiamo facendo molte interviste per reclutare nuovo personale. La maggior parte degli ospedali di Mosul è stata danneggiata o distrutta. Alcuni sono stati devastati e incendiati dalle milizie Daesh durante la loro ritirata. Nonostante questo, il sistema sanitario, si sta lentamente riprendendo, anche se ci vorranno mesi per riportarlo in piena efficienza. Soprattuto ci saranno persone che avranno bisogno terapie per diversi mesi. Alcuni sono stati trattati in centri di cura improvvisati di fortuna e in condizioni di scarsa sterilità e avranno bisogno di essere curati per lungo tempo per guarire dalle infezioni. Molti avranno bisogno di fisioterapia e tantissimi di supporto psicologico, che, probabilmente, non avranno mai. I bisogni di salute sono enormi. Stamattina ho visitato il PHCC, il nostro centro di salute primaria (l’equivalente di un poliambulatorio di medicina di base). Vi si rivolgono 300-400 persone al giorno. Alle 9 di mattina, al riparo dal sole sotto una tenda, c’era già una coda lunghissima di donne, tutte avvolte nei loro abiti neri, e bambini colorati. Una delle condizioni che si riceve con maggior frequenza è la malnutrizione infantile. Ho visto una bimba di 6 mesi che pesava 3.500 grammi, la metà di quello che dovrebbe essere alla sua età. La mamma ha raccontato che lei non aveva latte per allattarlo e che solo i bambini delle famiglie dell’ISIS avevano diritto a ricevere il latte in polvere.
Arriva un’ambulanza, dovrebbe essere il ferito all’addome che stiamo aspettando. L’altra equipe sta già operando un ragazzo con una gamba esplosa. La laparotomia tocca a me. Forza Juve.

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Commenti

  • Stefania  On 3 giugno 2017 at 20:26

    “Tra i vari problemi…la mancanza di personale”. In tanti anni, in tante pagine, per la prima volta leggo una definizione in comune alla nostra Sanità. E tutta la distanza tra i due mondi, in questa accomunanza, mi sembra emergere ancora di più…un crudele e doloroso scherzo semantico. Buon rientro!

  • Gaia  On 4 giugno 2017 at 14:38

    Ciao Jiji,
    Purtroppo niente champions per la juve come avrai già saputo 😁😁😁😁😁😁.
    Grazie per la missione e per il double decker.
    Buon rientro
    Spero a presto
    Gaia

  • Rose  On 4 giugno 2017 at 20:59

    Ciao, ti ho seguito in questo tuo viaggio di speranza. Mi hai fatto pensare e riflettere. In qualsiasi parte del mondo di decida di fare il medico il nostro è sempre un viaggio di speranza, senza illusioni. Un abbraccio. Grazie. Rose

  • Anita  On 5 giugno 2017 at 11:33

    Caro Gigio…
    Grazie per esserti preso cura di tante persone in queste settimane. Grazie per aver curato tanti bambini. Adesso che per me è impossibile compiere questi gesti in prima persona , è come se lo facessi un po anche per me…
    Spero di abbracciarti presto!
    Buona birra!!!!!

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