Ramadan

Questa mattina sono stato svegliato dal boato dei cannoni. Le notizie che giungono dal centro di Mosul sono terribili. Venerdì scorso l’esercito ha fatto piovere sulla città volantini che esortavano i civili a scappare prima dell’assalto finale. Il problema è che proprio oggi sono stati uccisi da Daesh 52 civili che cercavano di lasciare la zona assediata. Sono cento, forse duecento mila ancora bloccati. C’è chi spera di venire ucciso per non morire di fame. Emergono intanto le verità nascoste: lo scorso marzo un raid aereo “chirurgico” degli USA ha abbattuto un intero palazzo per colpire due miliziani ISIS che si trovavano sul tetto. Bilancio, più di 150 persone morte per il crollo dell’edificio. La coalizione si scusa sostenendo che nel palazzo si trovasse dell’esplosivo.

Quello che è certo è che stiamo ricevendo sempre meno pazienti “rossi”, nonostante tutti riconoscano che questa fase finale della battaglia sia quella più devastante per i civili. Anche gli altri ospedali, sia quelli governativi sia quelli di ONG, ricevono sempre meno casi di emergenza. Che cosa ne sia dei feriti nella città vecchia di Mosul, piena di vicoli stretti e di tunnel sotterranei scavati dai miliziani, dove una parte della popolazione è sospettata di essere complice di Daesh e l’altra è tenuta in ostaggio, non ci è chiaro. È invece evidente l’intento del governo iracheno: non è prevista la detenzione per i miliziani Daesh, ne, tantomeno, c’è spazio per programmi di reinserimento sociale per eventuali pentiti. Da Mosul vecchia non uscirà alcun soldato dell’ISIS vivo.

È iniziato il Ramadan. “O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio”. Un mese di digiuno, “il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza”, dal sorgere del sole fino al tramonto.

Io, quello che posso fare, è cercare di non scolarmi la borraccia proprio in fronte al mio staff locale. Di più non riuscirei. Pace.

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Commenti

  • Max  On 29 maggio 2017 at 06:40

    Ciao amico Jiji.
    Anche se non ho ancora commentato, leggo tutti i post. Un po’ di pigrizia e un po’ di “cose urgenti” che mi hanno distratto, hanno evitato che scrivessi.
    Stamattina pero’ sento di dover scrivere per farti sentire la nostra (anche di Sara naturalmente) vicinanza in questo momento immagino difficile per moltissimi motivi, e di urlare ancora una volta il mio sdegno per chi, nascondendosi dietro a Dio, di Dio si è completamente dimenticato e si arroga il diritto (no, non si può nemmeno provare a chiamare diritto) di uccidere un’altro essere umano.
    QUALUNQUE cosa faccia.

    Salam aleik

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