Manchester, Iraq

Torno a casa percorrendo a piedi lungo l’unica via che mi è concesso utilizzare, una manciata di metri che mi separano dall’ospedale. Il sole scompare proprio in fondo alla strada, colorando di rosso le montagne di sabbia. Un fumo nero si alza da Mosul. I bambini, dal marciapiede, fanno le gare di coraggio gridandomi “ellòo!” e nascondendosi poi, vergognosi, dietro gli amichetti. Abbiamo appena terminato l’“expat meeting”, il momento formale in cui il capo progetto aggiorna tutti gli espatriati sulla situazione locale e sulle prospettive future. Siamo in 19, 12 sanitari e 7 logisti. Molti italiani, 6. Pierre, esperto di sicurezza, ha illustrato le nuove misure implementate per limitare i danni in caso di un attacco suicida nell’ospedale, il rischio maggiore che si corre in un contesto come questo. Nei prossimi mesi, dopo la riconquista di Mosul e lo smantellamento di Daesh in questa parte del paese (a questo indirizzo http://isis.liveuamap.com trovate un aggiornamento giorno per giorno delle operazioni militari), i rischi potrebbero addirittura aumentare, per la presenza consistente di armi e per l’azione di cellule indipendenti di fanatici.
Limitare i danni, già, cioè far sì che siano coinvolte meno persone e strutture possibili, perché ridurre a zero il rischio di un attentato è impossibile.
Il pensiero va a Manchester. E va ai bambini e ai ragazzi ricoverati all’Hammam al-Alil Hospital. Ne vedo tanti che, come i loro coetanei di Manchester, porteranno per sempre nel loro corpo i segni di una violenza incomprensibile che li ha colti in un momento straordinario della loro vita. Un momento in cui non esistono sfumature, in cui ci sono solo “buoni” e “cattivi”. Sta a noi, un po’ più grandi, aiutarli a capire la complessità della vita e a permettergli di rigettare facili messaggi di odio.
Grazie a chi, sabato scorso, ha partecipato alla marcia di Milano #InsiemeSenzaMuri. Perché è questa l’unica risposta a Manchester. #WeStandTogether

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Commenti

  • Stefania  On 25 maggio 2017 at 22:01

    Qui c’è chi ti sostiene e ti ammira per quello che fai! Forza dottore!!! Un abbraccio forte

  • Rugo  On 26 maggio 2017 at 14:22

    L’unica risposta a Manchester è smetterla di comprare aerei e missili e potenziare la polizia e le indagini sul territorio…delle marce ai terroristi non può fregar di meno….

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