Piccola storia della guerra a Mosul

Qualcuno dice che Mosul sia la seconda città dell’Iraq, dopo Baghdad, qualcuno dice sia la terza. Quello che è certo è che è una grande città, di circa un milione e mezzo – due milioni – di abitanti. Le dimensioni della città e la posizione strategica nel nord dell’Iraq, hanno reso Mosul una meta ambita per Daesh o Isis, che nasce per ripristinare il califfato a cavallo tra Siria e Iraq e che proprio a Mosul ne ha proclamato la realizzazione. Isis significa appunto “Islamic State of Iraq and Syria” e dalla Siria, dove è nato, si è spinto a est, spingendo davanti a se folle di profughi in fuga. Che cosa sia Isis e come abbia fatto a prendere potere è una questione che richiede di capire che cosa fosse l’Iraq prima delle due invasioni degli USA e alleati, che cosa ne sia stato dopo, i rapporti di forza tra popolazione sunnita e militari sciiti, il ruolo dei Curdi iracheni e del loro esercito Peshmerga, il caos siriano, le pressioni dei paesi limitrofi, primi tra tutti Iran e Turchia, e i convitati di pietra, Russia e Stati Uniti soprattutto.
Quello che è certo che nel 2014 Isis conquista in poche settimane Falluja, Mosul e Tikrit, impossessandosi di quantitativi enormi di armi lasciati sul terreno dall’esercito iracheno in fuga e arricchendosi con i pozzi di petrolio del nord dell’Iraq.
La strategia è nota: occupa, distruggi, uccidi, terrorizza, prendi il bottino, fai proseliti e via verso la meta successiva.
Per chi volesse, consiglio fortemente questo capitolo dedicato all’Isis contenuto in un lungo, ma stupendo, speciale pubblicato da Repubblica lo scorso anno “Terre spezzate: viaggio nel caos del mondo arabo”: http://www.repubblica.it/esteri/2016/08/18/news/terre_spezzate-146064379/#is
Dal 1992, con la nascita del Governatorato del Kurdistan iracheno, esercito iracheno e peshmerga curdi hanno perseguito interessi diversi, ma, a un certo punto, hanno capito che non c’era scelta: messe da parte le diffidenze reciproche, si sono alleati e hanno iniziato a riprendersi, città dopo città, i territori rubati dall’Isis.
Lo scorso mese di ottobre, dopo più di due anni di occupazione, le forze alleate hanno iniziato la battaglia per la riconquista di Mosul. Hanno liberato quartiere per quartiere, scovato cellule di miliziani casa per casa e ripulito dai cecchini strada per strada. All’esercito iracheno e ai suoi compagni rimane da fare un ultimo sforzo, la zona del centro storico a ovest del Tigri. Dicono che il governo voglia farla finita una volta per tutte e riprendersi Mosul in due settimane. Non esiste alcuna operazione chirurgica: si va di mitragliatrici, granate e mortai. Nessuno sa con certezza quante persone siano intrappolate nella morsa della battaglia. I civili hanno già pagato a carissimo prezzo l’occupazione prima e la liberazione adesso. Pagheranno ancora nei prossimi giorni.
Ecco perché siamo qui.

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Commenti

  • Gaia  On 12 maggio 2017 at 23:18

    Ciao jiji,
    Un abbraccio forte forte
    Gaia

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