Monthly Archives: gennaio 2010

Back to Liberia

Potrei dire che mi piace fare l’anticonformista e, visto che tutti vanno ad Haiti, io vado in Liberia. Che Berlusconi ha preferito inviare il quasi ministro Bertolaso piuttosto che me. Che, come sostiene qualcuno, non so il francese. Che alla fine sarei riuscito a litigare con Fiammetta anche là (la mia amica volontaria che alcuni conoscono e altri avranno visto in televisione).
Ma vi dirò la verità. 
Ci sarei andato ad Haiti. Subito. Per me sarebbe stata la reazione più naturale. So che sarei stato utile.
Ma non c’è solo Haiti. Fa strano pensarlo, ancora di più scriverlo. 
Questo è il bello di una grande organizzazione umanitaria: sapere che ci sono tanti bisogni e tante persone disponibili. Non sempre si può scegliere. O meglio, si può scegliere di aiutare, confidando che altri sappiano indirizzare le risorse giuste nei posti giusti.
Anche se costa fatica accettarlo, anche se è meno prestigioso, anche se nelle ultime due settimane non c’è stata persona, ancora un po’ anche nei cessi degli autogrill, che non mi chiedesse: “Ma allora, sei in partenza per Haiti?”. 
Così, coincidenze della vita, torno in Liberia.
Forse, più che un ritorno geografico sarà un recupero di senso: ritrovare le motivazioni che mi hanno fatto scegliere di dedicare del tempo a esperienze di questo tipo, rinunciando alla visibilità già goduta in passato.
Riparto, dunque. Con nel cuore Haiti, i suoi morti, i suoi feriti, i suoi bambini e le persone che, come Fiammetta, stanno cercando di aiutare questo popolo sfortunatissimo a risollevarsi.
Con in testa, però, la Liberia.
Domani, domenica 31 gennaio, partenza per Atene, dove mi spiegheranno il progetto e mi prepareranno i documenti. Mercoledì mattina volo per Bruxelles e da lì a Monrovia.
Rientro nella prima settimana di marzo.
La meta è già nota. Chi volesse rinfrescarsi la memoria, può rileggere la strana storia di questo paese negli archivi del double-decker. 
Grazie di essere di nuovo a bordo e buon viaggio!
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